"... A ciascuno di noi la virtù darà la sua ricompensa o in vita o dopo la morte, purchè la seguiamo con sincerità, e non ce ne serviamo come ornamento esteriore, ma rimaniamo sempre gli stessi, sia che sappiamo di essere guardati, sia che siamo presi alla sprovvista...."
(Seneca, Lettere a LucilloIX, sulla virtù e sull'onore)
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| Carlo Gobetti |
Due gocce sotto il palato.
Rimanere estasiati di fronte ad
acquaviti che ammaliano e che resteranno per sempre scolpite nella memoria,
frutto di un’esperienza indimenticabile.
Il profumo di un tempo passato,
risultato di un lavoro fatto bene perché fatto in prima persona, fatto da sé.
La forza d’una tradizione lunga
generazioni, la ferrea volontà di produrre la qualità, ad ogni costo.
E’ il regalo più prezioso che
Carlo Gobetti ci ha riservato in un sabato di maggio, nella sua Distilleria
affacciata sul Lago di Garda, a Marciaga di Costermano.
E’ stato un battesimo per il
Gruppo Grappa: il battesimo dell’acquavite (dal latino Acqua Vitae, acqua di
vita).
La differenza con tutto quello che
fino ad oggi abbiamo provato è troppo grande, troppo lontana ed elevata è la
qualità dei prodotti qui degustati.
E' un confronto che non possiamo fare.
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| Il nostro tecnico segue assorto .. |
Questo è un altro mondo, una
realtà genuina. Non ci sono coloranti o caramelli che “colorino” grappe
spacciate come barricate. Qui non viene fermentata frutta di scarto mischiata a
marmellate e succhi di frutta.
Ha per noi un sapore magico
sapere che questo maestro della distillazione, quest’artigiano della tradizione
si prende cura e seleziona direttamente il prodotto che poi andrà a distillare:
le marasche di Fiamene, le albicocche della Val D’Illasi, le uve dei più
rinomati produttori della zona.
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| Caldaia a bagnomaria |
Come fu Quintarelli per
l’Amarone, Carlo Gobetti è per le Acquaviti d’uva.
E così un Gruppo Grappa mai così
numeroso (15 le presenze effettive) viene ospitato nel laboratorio della
Distilleria Gobbetti, dove da buon padrone di casa il signor Carlo ci espone
tutti i processi di distillazione che personalmente compie.
Scopriamo affascinati che i
macchinari utilizzati sono il giusto mix tra la modernità e l’efficienza
vintage della generazione passata (la colonna distillatrice è la copia perfetta di quella usata dal trisavolo Abramo). Nella caldaia a bagnomaria a vapore si sprigionano
durante il processo di distillazione più di duecento elementi chimici (solo una
quarantina quelli conosciuti secondo una ricerca dell’Università di Padova). Ci
viene spiegato come “la prima passata” risulti
limpida ma non utilizzabile; solo le successive, grazie al "riutilizzo" delle
teste e delle code (dove risiedono gli aromi e i profumi della materia prima)
si ottiene il prodotto finale.
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| Carlo e la sua attrezzatura |
Tutto il lavoro viene fatto a
mano.
Seimila bottiglie l’anno.
Seimila Cinquantagradi.
Veniamo accompagnati nel “caveau”
della Distilleria, dove gelosamente Carlo conserva i frutti del suo
lavoro. Lo stupore è grande: ci sono
acquaviti a riposo degli anni ottanta e novanta, conservate con tappi adeguati che
ne limitano l’evaporazione (per la quale la distilleria paga un’assurda tassa).
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| Nel Caveau |
Il luogo è perfetto per il racconto di simpatici aneddoti su Bepi Quintarelli e l’elicottero Ferrari di
Jean Todt o del sommelier del ristorante milanese di Gualtiero Marchesi che
negli anni novanta, segnalò un tavolo dove due ricchi turisti giapponesi, spesero
duecentomila lire a testa per mangiare ed un milione per bere.
Ci spostiamo nella saletta
degustazioni dove in una lunga vetrina fanno bella mostra di sè tutti i prodotti della
Distilleria: un sogno per tutti noi appassionati.
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| La degustazione |
Sull’assaggio si toccano punte
mai raggiunte: il voto 5, per noi il massimo del risultato, va sicuramente troppo stretto. Decidiamo così di non inserire le acquaviti assaggiate nella
nostra classifica generale. La Distilleria Gobetti vincerebbe a mani basse,
servirebbe una speciale classifica tutta per loro.
Ci salutiamo con la promessa di
rivederci a novembre, per assistere direttamente alle fasi della distillazione.
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| Famiglia Gobetti |
Con l’occasione assaggeremo
altre gocce di Storia.
Gocce che rimarranno nella
Storia.
Dal 1836.
Testo: Conte
Foto: Pette, Caccia